Il contesto socio-culturale in cui l’Istituto opera è quello di un piccolo paese vivibile, della Provincia di Taranto. L’Istituto si compone di quattro plessi: due per la Scuola dell’Infanzia, ossia i Plessi “R. Agazzi” e “Rodari”, uno per la Scuola Primaria, ossia il plesso centrale “Aldo Moro” e uno per la Scuola Secondaria di Primo Grado “O. Flacco”. Le strutture degli edifici sono funzionali alle esigenze scolastiche. Di recente sono stati svolti lavori per il superamento delle barriere architettoniche e per la messa in sicurezza degli edifici. Sono presenti LIM in ogni aula della scuola secondaria e nelle aule occupate dalle classi a tempo pieno della scuola primaria. La scuola secondaria è dotata di un laboratorio linguistico, di un laboratorio scientifico e di un laboratorio d’informatica, tutti efficienti. Nella scuola primaria sono presenti un laboratorio di informatica, musicale, scientifico e del coding.
Le scarse risorse economiche disponibili non consentono di soddisfare, però, tutte le esigenze dell’Istituto. Pertanto, emerge il bisogno per le classi a tempo normale della scuola primaria di sussidi digitali utili alla implementazione della didattica innovativa. L’esigenza della scuola, dunque, è quella di prevedere l’aumento delle tecnologie, dotando il maggior numero di aule e spazi tradizionali con strumenti per la fruizione collettiva e individuale del web e di contenuti, per l’interazione di aggregazioni diverse in gruppi di apprendimento, in collegamento wireless, per una integrazione quotidiana del digitale nella didattica.
Il plesso “Rodari” ha una copertura della rete wireless insufficiente e all’interno della scuola si lamenta il bisogno di un’aula per le attività psicomotorie e di spazi ludici attrezzati per le attività ricreative all’esterno.
Il livello mediano dell’indice ESCS 2020/2021 (Background familiare mediano) si attesta ad un valore di indagine medio- alto. La maggior parte delle famiglie è attenta al percorso scolastico degli studenti e collabora con la scuola al raggiungimento del successo formativo degli alunni. Tuttavia, a seguito del perpetuarsi dello stato pandemico da Coronavirus a livello nazionale, il disagio socio-economico in cui versano molte famiglie del territorio si riflette sulla popolazione scolastica e il divario tra persone provenienti da contesti economicamente svantaggiati e studenti maggiormente benestanti è visibilmente ampliato nella realtà scolastica.
Sono presenti alunni con cittadinanza non italiana e per questo la scuola interviene con pratiche che alimentano l’arte dell’incontro con l’altro e con prassi di mètissage che accrescono, negli studenti, atteggiamenti di solidarietà e comportamenti di interculturalità. I percorsi interculturali promossi dall’Istituto risentono, però, della mancanza di figure professionali, di facilitatori nella comunicazione e nella relazione con gli interlocutori allogeni. Si avverte pertanto il bisogno di mediatori linguistici e culturali.
Il settore economico più rappresentativo è quello industriale, costituito da operai e artigiani, ma comprende anche un considerevole numero di professionisti.
Nel territorio sono presenti numerosi centri di aggregazione e servizi socio-culturali, con i quali la Scuola collabora attivamente. L’Istituto, infatti, si impegna fortemente nel creare una positiva e favorevole rete relazionale nel territorio e si avvantaggia del sostegno di molte associazioni. Sono carenti, però, le strutture a carattere ricreativo (cinema, teatri).
Il nostro territorio e il relativo scenario sociale sono caratterizzati da:
– progressivo aumento di famiglie in situazione di disagio socio-economico;
– disorientamento valoriale;
– presenza di alunni con problemi socio-affettivi e relazionali spesso connessi alla crisi della famiglia tradizionale;
– aumento di alunni con problematiche relative all’apprendimento;
– persistenza di stereotipi e pregiudizi, soprattutto di genere;
– omologazione di modi di essere e comportamenti con difficoltà di essere se stessi in un gruppo;
– presenza di alunni extracomunitari con la cultura dei quali bisogna confrontarsi e convivere nell’ottica della valorizzazione della diversità;
– carenza di spazi educativi e ricreativi territoriali.